Vitamina D, cara amica dell'organismo

La Vitamina D contribuisce al benessere psico-fisico dell'organismo; scopriamo insieme come assumerla e quali sono i rischi in cui ci si può imbattere se essa è carente.

 


La vitamina D è piuttosto anomala poiché pur essendo una vitamina si comporta come fosse un ormone: viene definita come un gruppo costituito da 5 pro-ormoni liposolubili, identificati nelle vitamine D1, D2, D3, D4 e D5.

 

Sono molti i fattori in grado di influenzare la sintesi di vitamina D, alcuni legati alle caratteristiche dell’individuo, come sesso e caratteristiche fisiche , altri ambientali come alimentazione, attività fisica, zona geografica. Nel corso dell’invecchiamento, inoltre, i meccanismi di sintesi di vitamina D da parte della pelle diventano progressivamente meno efficienti e anche alcune malattie o l’uso di alcuni farmaci possono contribuire a una carenza di vitamina D.

 

In definitiva però, la sintesi dell’ 80 per cento della vitamina D è garantita da un’adeguata esposizione alla luce solare. Uno studio condotto in Italia nel 2003 ha messo in luce come una grandissima percentuale di donne anziane (86%) presentasse, nei mesi con minor esposizione alla luce solare (da novembre a marzo), bassi livelli di vitamina D.

Quindi, solo il 20 per cento della vitamina D proviene da ciò che mangiamo e non basta consumare alimenti ricchi della stessa (come olio di fegato di merluzzo, pesci grassi come aringhe, tonno fresco, salmone, fegato di suino, formaggi grassi o latte intero, tuorlo d’uovo)  per apportare la quantità adeguata.

 

Tra i sintomi che indicano una carenza di vitamina D troviamo dolore alle ossa e debolezza muscolare ma anche, sul piano psicologico, tristezza immotivata: studi recenti hanno evidenziato una possibile correlazione tra l'assenza di luce e l'aumento dei casi di depressione. Nei Paesi nordici dove l'esposizione al sole è scarsa per diversi mesi durante l'anno sono stati rilevati numerosi casi di depressione, alcuni particolarmente gravi. Si ipotizza che simili condizioni possano essere legate anche ad una carenza di vitamina D. Nei Paesi nordici si assumono integratori di vitamina D3 per prevenire la depressione. La vitamina D, infatti, stimola la produzione di serotonina, l'ormone della felicità.

 

Il consiglio è quello di esporsi quotidianamente, con le dovute precauzioni, al sole: un periodo di esposizione pari a 15-20 minuti ogni due giorni permette infatti al nostro organismo di produrre la quantità necessaria di vitamina D.  A partire da essa, il nostro organismo sintetizza una forma di vitamina D "superattiva", utile nella prevenzione di malattie come il cancro, l'osteoporosi, le patologie autoimmuni, e non solo.  

 

È bene infine sapere che, in condizioni normali, la vitamina D viene accumulata nell'organismo, e che quella prodotta durante i mesi estivi, grazie ad una maggiore esposizione alla luce solare, è sufficiente anche per il periodo invernale. 

 

 

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