Per le donne in gamba!

Vite intense e stimolanti contraddistinguono le donne dei nostri tempi, divise tra studio, lavoro, famiglia e mille impegni. Ma per essere veramente ‘in gamba’ bisogna innanzitutto imparare a prendersi cura di sé, a partire dalle gambe.

 

 

 

Nelle vene degli arti inferiori, il sangue deve compiere un percorso contro la forza di gravità, possibile solo grazie a valvole che si aprono all’arrivo del sangue sospinto dai muscoli e dalla pompa plantare e si richiudono dopo il suo passaggio per impedire che ritorni verso il basso. Già verso i trent’anni, però, complici anche la gravidanza, la sedentarietà, il sovrappeso, unitamente alla predisposizione genetica, le pareti delle vene cominciano a perdere elasticità e le valvole tendono a dilatarsi, provocando quella serie di sintomi fastidiosi – gonfiore, pesantezza, dolori, crampi – che, se non si interviene tempestivamente, possono progredire con la formazione di vene varicose che a loro volta possono degenerare in edemi, ulcere, fino ad arrivare all’evenienza estrema della trombosi.

 

1 donna su 2 tra i 35 e i 45 anni soffre di disturbi alle gambe, in particolare gonfiore (37%), presenza di vene varicose (19%), senso di pesantezza (18%), dolore (13%). Sintomi fastidiosi che hanno anche un impatto psicologico notevole, dovuto soprattutto alla visibilità degli inestetismi (65%).

 

Eppure, ciò che le donne vivono nella quotidianità è ben lontano da ciò che pensano. La comparsa di inestetismi, piuttosto che la sensazione di gonfiore e pesantezza alle gambe, sono identificate in modo generico come problemi di circolazione venosa, spesso percepiti slegati da una patologia che può peggiorare col tempo. Il 56% delle donne infatti ritiene che questi disturbi siano soltanto sintomi più o meno occasionali, mentre solo il 32% li inquadra come espressione di una vera e propria patologia: la malattia venosa cronica. Manca la consapevolezza che la malattia venosa si esprima con una sintomatologia differente in funzione dei diversi stadi di evoluzione, e ciò induce le donne a sottovalutare i segni, e dunque i rischi, che la malattia stia progredendo.

 

Malgrado la diffusione dei sintomi, solo 1 donna su 10 tra i 35 e i 45 anni ha ricevuto una diagnosi di malattia venosa cronica e il 67% non segue alcun trattamento. Un ulteriore indizio che le donne non sanno che la malattia non solo può essere curata, ma che esiste anche la possibilità di evitarla.

 

La prevenzione si attua innanzitutto con una modificazione importante dello stile di vita, che consiste nell’attivare un controllo ponderale, fare attività fisica, evitare di stare in piedi fermi per lunghi periodi di tempo, correggere la postura, usare scarpe adeguate, utilizzare le calze elastiche. Ma non solo, esistono dei farmaci dalla provata efficacia clinica che possono aiutare ad evitare la progressione della malattia, controllandone al tempo stesso la sintomatologia, molecole che agiscono sull’infiammazione delle vene alla base dell’insorgenza della patologia.

 

In presenza di disturbi alle gambe, anche in assenza di segni estetici evidenti è sempre, consigliabile il consulto di uno specialista.

 

Da noi a MEDILAB il costo della Visita Angiologica è 60euro.

 

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